Hai paura che portare il tuo bambino in montagna in inverno possa fargli male? Non c’è nulla di cui preoccuparsi: basta seguire qualche accorgimento e potrai trascorrere una vacanza ad alta quota davvero indimenticabile!

Cominciamo sfatando un mito: una vacanza invernale in montagna insieme a un neonato si può!

 


Ovviamente, è necessario prendere le dovute precauzione (e consultare un medico in caso di situazioni particolari), ma in linea di massima il tuo bambino può provare fin dai primi mesi l’esperienza di una vacanza in alta quota.

Fino ai 1.500 metri non ci sono rischi per la salute del neonato. L’unico accorgimento veramente importante è lasciare al bimbo il tempo di abituarsi al cambio di clima. Quando siete in viaggio verso la vostra destinazione, programma delle pause (e approfittane per allattarlo e per cambiargli il pannolino!): in questo modo lo aiuterai ad abituarsi gradualmente al nuovo contesto. Inoltre, offrigli il ciuccio appena inizi a salire di quota, per evitargli la sensazione di “orecchie tappate”.

Se hai intenzione di trascorrere solo qualche giorno in montagna, allora è meglio non avventurarsi al di sopra dei 1.500 metri. Al contrario, se ti sei regalata una vacanza più lunga (15 giorni o più), puoi portare il tuo piccolo ad altitudini superiori. magari per una passeggiata. Ricordati sempre di andare piano e di procedere in modo estremamente graduale: il bimbo ha bisogno dei suoi tempi per abituarsi!

I consigli per la perfetta settimana bianca

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All’aria aperta

Non solo le vacanze invernali sono possibili, ma possono essere un vero toccasana per i bambini, anche quelli più piccoli.

L’aria pulita, lontana dall’inquinamento della città e resa ancora più pura dalla presenza di una vegetazione rigogliosa, è in grado di rafforzare le difese naturali del piccolo. Inoltre, il cambio di atmosfera ha effetti benefici sulla capacità di termoregolazione del bambino, necessaria per prevenire le malattie dovute al raffreddamento. Senza parlare, poi, del contesto rilassante offerto dalla montagna: l’ideale per calmare i bambini più nervosi e agitati. Insomma, i vantaggi di una vacanza in montagna per i bambini non sono pochi!

Ricordati però che l’esposizione all’aria aperta deve avvenire in modo intelligente. Se l’altitudine non è eccessiva è consigliato uscire nelle ore centrali, dalle 11.00 alle 15.00: è questo il momento in cui la temperatura è meno rigida e ci sono meno sbalzi termici.

Nelle giornate particolarmente rigide, invece, è meglio ridurre i tempi delle uscite, soprattutto quando tira vento che può irritare la gola, gli occhi del bambino, con conseguente tosse e congiuntivite.

Inoltre, è importante proteggere il viso del neonato con una crema a protezione totale: la neve, infatti, riverbera i raggi ultravioletti. Sempre per lo stesso motivo, bisogna evitare che il piccolo riceva il sole direttamente negli occhi: un paio di occhiali con le lenti scure è ciò che fa al caso tuo!

L’abbigliamento per il freddo

E come bisogna comportarsi per i vestiti? In generale, anche in montagna vige la regola d’oro: abbigliamento a cipolla! L’insidia più grande, infatti, consiste nello sbalzo termico tra l’interno dei locali – dove, spesso, le temperature sono molto alte – e l’esterno.

Tutto comincia da una buona base: body, calzine e tutina di ciniglia o di cotone. Quando invece uscite dall’hotel, dal ristorante o dal rifugio, essenziali diventano la tuta termica con cappuccio, i guantini e i copri piedini. È anche utile avere a portata di mano una copertina, per un po’ di calore extra quando ce n’è bisogno.

Infine, ecco quali sono gli accessori indispensabili da mettere in valigia:

  • luce per la notte
  • accappatoio
  • sacco nanna
  • marsupio o zaino porta-bimbo e passeggino con paravento
  • scaldabiberon e sterilizzatore
  • farmacia essenziale da viaggio
  • qualche pannolino
  • abiti pesanti adatti alle escursioni termiche (ad esempio, golfino di lana)
  • i prodotti per l’igiene
  • giochini

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