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Come affrontare il terzo trimestre di gravidanza

Qualche consiglio per superare al meglio il periodo conclusivo della gestazione.

Scritto da Miniland

agosto 21, 2017

Tempo di lettura: 3 minuti

Sono i mesi più belli, ma anche quelli più faticosi: ecco i nostri suggerimenti per superare le piccole difficoltà dell’ultimo trimestre!

  • Manca davvero poco, pochissimo: sei finalmente entrata nel terzo trimestre di gravidanza!


I tre mesi conclusivi, dalla 28esima alla 40esima, sono fisicamente impegnativi, ma sono forse i più emozionanti: dopo che lo hai visto con l’ecografia, che hai ascoltato i battiti del suo cuore e che lo hai sentito crescere dentro di te, finalmente tra qualche giorno potrai stringere il tuo piccolo tra le braccia.

 

Per aiutarti ad affrontare al meglio il terzo trimestre di gravidanza ti indichiamo i disturbi tipici di questo periodo (con qualche consiglio per superarli!).

 

Mal di schiena

Arrivato al terzo trimestre, il pancione è bello grosso e comincia ad avere un peso considerevole. Questa condizione è alla base della maggior parte dei disturbi del terzo trimestre, primo fra tutti il mal di schiena.

Molte mamme in procinto di partorire soffrono di dolori alla schiena, non solo a causa del peso del pancione, ma anche per via dei mutamenti del corpo che deve prepararsi al parto. In particolare, è proprio nel terzo trimestre che viene rilasciata la relaxina, un ormone che rilassa i muscoli per predisporre il corpo alla dilatazione.

Per alleviare il dolore alla schiena può essere utile utilizzare fasce e guaine di sostegno.

 

Difficoltà respiratorie

Il volume del pancione può creare qualche problema nella respirazione della donna e causare un senso di affanno.

Per superarlo, fai con molta calma tutte le attività “faticose” che richiedono un elevato dispendio di energia, ad esempio salire le scale o sbrigare le faccende domestiche (meglio farti aiutare da qualcuno!). E, ovviamente, riposa il più possibile.

 

Gambe e piedi gonfi

Crescendo, il tuo piccolino esercita pressione sugli organi interni e sulle vene della mamma, con una ripercussione sulla circolazione sanguigna. Per questo, durante l’ultimo trimestre, potresti avere gambe e piedi gonfi.

Per ovviare al problema risposati spesso, magari posizionando un cuscino sotto il ginocchio in modo che le gambe siano più in alto rispetto al resto del corpo. Tamponare le caviglie con acqua fredda e ghiaccio, inoltre, ti procurerà un po’ di sollievo, così come l’utilizzo regolare di creme naturali. Ricordati sempre che una bella passeggiata è un toccasana per la circolazione!

Come affrontare il terzo trimestre di gravidanza

 

Digestione difficile e acidità di stomaco

Tra gli organi interni che vengono schiacciati dal peso del bambino ci sono anche il diaframma e stomaco. Questo fatto è all’origine dei problemi di digestione che si incontrano al termine della gravidanza.

Per superare questo problema consuma pasti leggeri ed elimina dalla dieta i cibi che favoriscono il reflusso, come l’arancia, il limone, il pompelmo, i pomodori, il cioccolato, i cibi piccanti e i fritti.

 

Notti insonni

Il pancione ingombrante e i movimenti del nascituro sono la causa delle tanto temute notti insonni!

Non è sempre facile a dormire otto ore di fila, ma ci sono dei piccoli accorgimenti che ti permetteranno di riposare meglio. Per esempio, non bere bevande eccitanti prima di addormentarti e, in generale, riduci il consumo di liquidi per evitare di doverti svegliare durante la notte. Non andare a letto subito dopo cena e includi nella tua routine serale un’attività rilassante: una sessione di esercizi di yoga, un bagno caldo (utilizza un termometro per accertarti di non superare i 36°: in seguito lo potrai utilizzare quando dovrai fare il bagno al bambino), un bel libro o un film tranquillo.

 

Gli esami del terzo trimestre

C’è un solo modo per accertarti che la gravidanza stia procedendo (anzi, si stia concludendo!) per il meglio: sottoporti a degli esami che verifichino le tue condizioni e quelle del bambino. I principali esami sono:

  • ecografia ostetrica (biometrica): si esegue tra la 28a e la 32a settimana di gravidanza per stabilire che il piccolo stia crescendo bene rispetto all’età gestazionale. Nello specifico analizza la struttura del feto, la crescita del bambino e la posizione per il parto. Questa ecografia non viene più offerta gratuitamente a tutte le donne, ma solo a quelle per le quali il medico identifica una patologia materna o fetale che richiede maggiore osservazione.
  • analisi del sangue: si eseguono tra la 27a e la 32a settimana di gravidanza e sono di due tipi: l’emocromocitometrico, per controllare la quantità e le percentuali dei globuli bianchi e dei globuli rossi e la concentrazione dell’emoglobina (in modo da stabilire se la donna soffra di anemia oppure no) e la ferritina, che valuta la quantità di ferro immagazzinata dal nostro organismo. Se questa è bassa, il ginecologo potrà prescrivere un’integrazione di ferro e acido folico. Un altro esame che viene effettuato è quello per il virus dell’epatite B e C, per verificare che nel sangue della futura mamma non ci siano tracce di questi virus.
  • analisi delle urine: tra la 33a e la 37a settimana di gravidanza bisogna ripetere questo controllo per escludere nella donna la presenza di batteri o virus.
  • si può anche richiedere un tampone per ricercare un particolare batterio che può causare infezioni neonatali.

Per approfondire leggi questa informativa del Ministero della Salute su tutti gli esami per la gravidanza offerti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.


 

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