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Disturbo del sonno nei bambini: domande e risposte

“Il mio bambino è così bravo, dorme come un angioletto!” Quando senti una mamma pronunciare queste parole provi un incontenibile moto d’invidia, perché invece il tuo bimbo piange tutta la notte? Se ti può consolare, non sei sola: sono tante le mamme che devono affrontare il disturbo del sonno nei bambini.

Scritto da Miniland

marzo 13, 2017

Tempo di lettura: 4 minuti

L’insonnia infantile ha ripercussioni negative sia sui genitori (che si ritrovano ad affrontare levatacce a orari assurdi!) che sul piccolo, che con poche ore di sonno alle spalle è più nervoso e irritabile. I nostri consigli per una notte di sogni d’oro!

  • Per un bimbo piccolo, dormire bene è una condizione fondamentale per crescere al meglio: è proprio durante il sonno profondo, infatti, che viene secreta la somatotropina, ovvero l’ormone della crescita (chiamato anche GH, Growth Hormone).

Un sonno sereno è importante non solo per il bambino ma anche per i genitori, che con un buon numero di ore di riposo alle spalle possono affrontare la giornata con meno stress e con più energie.Disturbo del sonno nei bambini: domande e risposte

Ecco quali sono le domande più frequenti (e i migliori consigli!) per superare il disturbo del sonno nei bambini.

Quante ore dovrebbe dormire il bambino?

Non esiste un numero di ore valido per tutti: molto dipende dalle singole esigenze, che possono variare da bambino a bambino (sia in base all’età ma anche in base alle caratteristiche individuali di ognuno). In una prima fase, quando il piccolo ha un mese di vita, le ore di riposo sono in media 14-15 (ma, vale la pena ribadirlo di nuovo, è solo una fascia di ore indicativa che può variare di molto in base al singolo caso). Col passare del tempo le ore diminuiscono gradualmente: giunto ai 4 anni, il bambino dovrebbe dormire dalle 9 alle 14 ore.

Altrettanto variabile è la durata del sonno: se nel primo mese il bimbo può svegliarsi in media ogni tre ore, al compimento del primo anno il sonno può essere più prolungato (8-9 ore, interrotto da qualche risveglio) con l’aggiunta di un paio di sonnellini durante il giorno, che verso i 2-3 anni si riducono a un solo pisolino.

Quali sono le cause più frequenti del disturbo del sonno nei bambini?

È opportuno fare una distinzione tra cause fisiche e cause psicologiche.

Tra le cause fisiche una delle più frequenti è l’apnea ostruttiva, che si verifica più spesso nei neonati pretermine e che può essere favorita da queste condizioni:

  • rigurgiti alimentari
  • movimenti della testa
  • posizione prona o in decubito laterale
  • esposizione a nicotina

Oltre alle apnee, le altre cause fisiche che possono tenere svegli i bambini sono la dentizione, la tosse, le coliche, il mal d'orecchi, il naso chiuso e il prurito dovuto alla dermatite. In questi casi è opportuno contattare il pediatra per far passare il dolore.

Inoltre, un bambino può anche non addormentarsi subito perché è eccessivamente stanco: se il sonnellino diurno è durato meno del solito, il piccolo potrebbe essere più nervoso e quindi potrebbe addormentarsi con maggiore fatica.

Tra le cause psicologiche del disturbo del sonno nei bambini, invece, va annoverata l’ansia da separazione, il timore del piccolo di essere abbandonato dalla mamma, che può verificarsi intorno all’ottavo mese. A questa causa è spesso associata anche la paura del buio. Se pensi che il tuo piccolo possa svegliarsi per questi motivi, rimettilo a letto cercando di consolarlo, sussurandogli parole di conforto e facendogli massaggi sulla schiena. Inoltre posiziona una lucina notturna in cameretta. La raccomandazione principale è quella di non prendere in braccio il piccolo, perché così sarà più difficile che si abitui ad addormentarsi da solo.

Cosa possono fare i genitori per favorire il sonno del piccolo?

Mamma e papà possono aiutare il piccolo ad addormentarsi seguendo alcuni semplici accorgimenti. Ad esempio, attenersi una routine per la nanna può aiutare il bambino a capire che è arrivata l’ora di dormire. Andare in bagno, leggere una fiaba, spegnere la luce, augurare la buonanotte: seguendo una sorta di rituale ogni sera, aiuterai il piccolo a entrare in modalità “sonno” in maniera graduale e naturale. Unico accorgimento: sarebbe meglio leggere la fiaba della buonanotte non a letto ma sul divano. In questo modo il bambino capirà che il lettino serve soltanto per dormire, e non per altre attività.

Per favorire il sonno è utile fornire al piccolo un oggetto consolatorio, che può essere un peluche o una bambola, ma anche un ciuccio (per i più piccoli): aiuterà il neonato a sentirsi meno solo.

Altro aspetto da non trascurare è l’ambiente in cui il piccolo dorme. Predisponi la cameretta in modo che sia accogliente e silenziosa, senza distrazioni e fonti di disturbo come televisione e videogiochi che possono interferire negativamente sul sonno. Accertati anche che la cameretta sia della temperatura giusta.

Come bisogna comportarsi quando il piccolo si sveglia piangendo?

Vai subito dal bambino e verifica che sia tutto a posto (che non abbia caldo o freddo, che non sia affamato, che non debba essere cambiato).

Una volta escluse queste cause, è da ritenere che il bambino non abbia nulla di particolare: quindi, accarezzalo un po’ e rassicuralo, senza prenderlo in braccio.

Lettone sì… o lettone no?

In generale si sconsiglia di accogliere il bambino nel lettone per una serie di motivi, primo fra tutti il fatto che la vicinanza con il corpo dei genitori può costituire un elemento di disturbo. Al massimo, durante i primi sei mesi va bene posizionare il lettino nella camera dei genitori, di fianco al letto.

Se però far dormire il bambino nel lettone consente di passare una notte tranquilla… ogni tanto è giusto approfittarne!

E se mio figlio fa i capricci quando è ora di andare a letto, cosa devo fare?

Bisogna anzitutto essere molto ferme e non mostrarsi accondiscendenti: al contrario, è necessario essere determinate a portare il bambino a letto. Lascialo piangere, ma con estrema cautela: all’inizio per un periodo brevissimo, poi per un periodo più lungo, fino a un massimo di 5 minuti. Dopo di che, intervieni accarezzandolo e rassicurandolo con dolci parole.

Costanza, pazienza e determinazione sono la ricetta per prendersi cura del bambino ed educarlo al sonno in modo efficace, garantendogli una notte serena. Con il tempo gli orari di sonno del tuo bimbo si stabilizzeranno… e di conseguenza anche i tuoi!


 

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