Dopo i nove mesi cambia tutto. E inizia un percorso faticoso ma appagante, che a volte fa paura e che altre volte regala le emozioni più intense che si possano provare. Un percorso bellissimo, da vivere insieme. Ecco come.

  • Lo hai stretto tra le braccia per la prima volta e, finalmente, ti sei sentito padre. Durante i nove mesi della gravidanza hai letto tutti i libri consigliati, hai parlato con i tuoi amici che sono già papà, sei andato con la tua compagna al corso preparto. Credevi di sapere cosa volesse dire diventare padre e di essere pronto alla tua nuova vita, ma quando hai visto il bambino per la prima volta hai capito che per quell’esserino provi un affetto sconfinato, un affetto che non pensavi di poter provare. E questo riscrive tutte le regole del gioco.

 

Cosa significa diventare papà

Il ruolo del padre non è tutto bianco o tutto nero. È un concetto pieno di sfumature, e lo è diventato soprattutto negli ultimi anni. Prima, mamma e papà avevano compiti ben precisi. La crescita e l’accudimento del bambino erano affidati quasi esclusivamente alla mamma, che si occupava di nutrire e custodire il piccolo. In questo processo il papà era una figura abbastanza marginale, e il suo ruolo era riservato agli aspetti pratici legati al sostentamento (andare a lavorare e garantire i mezzi economici per il benessere della famiglia).

Diventare papà: il ruolo del padre dopo la gravidanza

 

Adesso le cose non stanno più così. A volte i papà “fanno le mamme”, dando da mangiare al piccolo, cambiandogli il pannolino, facendolo addormentare. Allo stesso modo, anche le mamme “fanno i papà”: ritornano presto al lavoro e si dedicano ad attività che un tempo erano considerate tipicamente maschili.

Diventare papà (e, in generale, diventare genitore) vuol dire questo: prendersi cura del bambino in modo totalizzante. Non pensare solo al benessere materiale o solo al benessere affettivo del piccolo, ma esserci sempre, diventare una figura di riferimento per la crescita del bambino sotto ogni aspetto.

 

Diventare papà: gli accessori indispensabili per accudire il bambino

Prendersi cura del bambino è una sfida quotidiana. I neopapà di oggi hanno però la fortuna di poter contare su alcuni accessori, semplicissimi da usare, che aiuteranno a prendersi cura del piccolo. Eccone alcuni:

  • scaldabiberon e sterilizzatore: grazie a questi dispositivi è più facile occuparsi dell’alimentazione del piccolo. Gli scaldabiberon e gli sterilizzatori di ultima generazione sono facili da utilizzare, calcolano automaticamente il tempo di riscaldamento e di sterilizzazione ed emettono avvisi sonori per segnalare la fine del processo.
  • termometri intelligenti: un tempo, con i vecchi modelli di termometri, era difficile misurare la febbre ai bambini, specialmente di quelli molto piccoli che si muovono continuamente. Oggi questo non è più un problema, grazie ai termometri senza contatto che permettono di rilevare la temperatura del bimbo in modo preciso e in pochissimi secondi.  
  • baby monitor: i baby monitor sono un accessorio indispensabile per ogni famiglia. Grazie a essi è possibile prendersi cura del bambino in ogni momento, anche quando si è impegnati a fare altro in un’altra stanza della casa o addirittura quando si è in un altro edificio, magari nel proprio ufficio. Per essere sempre vicino al bambino, per non perdersi neanche un istante della sua crescita.

trucchi e consigli per addormentare il tuo bambino

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