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Ecografie in gravidanza: quali bisogna fare?

Ecco qualche indicazione sulle ecografie che bisogna fare durante i nove mesi di gestazione.

Scritto da Miniland

aprile 2, 2018

Tempo di lettura: 3 minuti

Essere sempre sicura che tu e il tuo piccolo stiate bene: è la prima regola da seguire in gravidanza. Ecco perché è così importante fare tutte le ecografie previste. Di seguito ti forniamo qualche indicazione utile su tutte le ecografie da fare durante i nove mesi.

Durante i nove mesi di gestazione le ecografie sono importantissime: permettono al ginecologo di visualizzare l’interno dell’utero, controllare l’avanzamento della gravidanza e verificare lo stato di salute della mamma e del bambino.


Ma quali sono le ecografie in gravidanza? Il calendario standard delle ecografie in gravidanza prevede:

Prima ecografia (detta anche mini-morfologica): 6-7 settimane

Serve per verificare la presenza di una gravidanza nell’utero e il battito cardiaco del feto, oltre a datare la gravidanza e a calcolare la data di nascita.

Seconda ecografia: 11-13 settimane

Questa ecografia rivaluta alcuni parametri della mini-morfologica come la biometria fetale ( la crescita del feto), la translucenza nucale e altri parametri come l’osso nasale.

Terza ecografia (detta morfologica):  20-22 settimane

È l'ecografia più importante, perché il ginecologo può effettuare un controllo completo. In questa occasione vengono misurati il diametro della testa, controllati gli organi (cuore, testa, colonna vertebrale, braccia, gambe, fegato e reni), verificata la posizione della placenta e la quantità di liquido amniotico. Se i futuri genitori lo desiderano, il medico può anche rivelare il sesso del bambino.

Quarta ecografia (detta biometrica): 30 - 32 settimane

Il ginecologo valuta il corretto sviluppo del feto e le funzioni degli organi attraverso la misurazione di alcuni dati (circonferenza della testa, lunghezza del femore) che vengono poi confrontati con i valori standard.

Come avviene l’ecografia?

La donna viene fatta sdraiare a pancia in su, con l’addome scoperto. Una sonda transaddominale viene appoggiata in corrispondenza dell’utero, dopo che la pancia della futura mamma (o la sonda) è stata cosparsa di gel per la trasmissione di ultrasuoni.

ecografie in gravidanza: quali fare


L’ecografia 3D e 4D

Negli ultimi anni si è diffuso l’uso dell’ecografia 3D, che fornisce una visione tridimensionale del feto grazie all’uso di ultrasuoni e che, tra i suoi vantaggi, permette uno studio più approfondito di utero e ovaie, consentendo di identificare ancora più accuratamente eventuali anomalie. E i vantaggi ci sono anche per le mamme e i papà: grazie a questo tipo di tecnologia è infatti possibile vedere la faccia del proprio bambino prima ancora che nasca, di solito dalla 25esima settimana. Come per l'ecografia bidimensionale si tratta di una tecnologia sicura e priva di rischi, sia per la mamma che per il bambino.

Ma la tecnologia non si ferma qui, perché si sta diffondendo anche l’ecografia 4D, grazie alla quale è possibile vedere il feto in 3D, in movimento e in tempo reale, come se fosse “in diretta”. Tutto questo è possibile grazie a sonde volumetriche che acquisiscono dai 25 ai 30 fotogrammi al secondo senza movimento della sonda.

Le ecografie hanno una finalità medica importantissima, ma servono anche ad altro. Avere un’immagine del piccolo può aiutare le future mamme e papà (oltre a eventuali fratellini e sorelline) ad avere maggiore consapevolezza della piccola vita che sta per nascere. E a provare un’emozione incontenibile tutte le volte in cui si guarda quella foto.


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