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Infanzia e alimentazione: come individuare le allergie nei bambini

Tutto quello che devi sapere sulle allergie alimentari.

Scritto da Miniland

aprile 10, 2017

Tempo di lettura: 3 minuti

In Italia le persone che soffrono di allergie alimentari sono 2 milioni, di cui 600 mila bambini. Il fenomeno, però, è ancora poco conosciuto. Ti diamo le informazioni principali per riconoscere le allergie nei bambini e prendersi cura di loro nel migliore dei modi.

 

  • Le allergie alimentari interessano molti bambini, e sono la causa di tante preoccupazioni nei genitori.


 

C’è ancora molta confusione sull’argomento: ad esempio, che differenza c’è tra allergia e intolleranza? Si guarisce dalle allergie alimentari? Quanti tipi di allergie esistono?

Ti aiutiamo a fare chiarezza sulla questione.

Infanzia e alimentazione: come individuare le allergie nei bambini

Allergie alimentari nei bambini: informazioni essenziali

Prima di tutto: che cos’è un’allergia? È la reazione del sistema immunitario a una sostanza (chiamata “allergene”) contenuta in un determinato alimento, che viene riconosciuta come “non buona”. Gli alimenti allergizzanti più diffusi sono latte vaccino, uova, soia, grano, arachidi, pesce, molluschi, noci e tutta la frutta a guscio.

Le allergie si dividono in due sottotipi:

  • allergie da anticorpi IgE: danno origine alle reazioni allergiche tipiche e sono basate su un’eccessiva produzione di anticorpi di tipo IgE (“immunoglobuline E”, un gruppo di anticorpi che scatenano la reazione allergica quando entrano in contatto con l’allergene);
  • allergie non IgE mediate: ad esempio, la celiachia. Sono regolate da meccanismi diversi rispetto al primo sottotipo.

L'allergia può manifestarsi in modo più o meno grave con specifiche reazioni fisiche: prurito al palmo delle mani e dei piedi, rossore e gonfiore, difficoltà respiratorie, dolori addominali, vomito, diarrea, abbassamento della voce e raucedine. La reazione più pericolosa è lo shock anafilattico.

Di solito, le manifestazioni avvengono pochi minuti dopo il pasto, fino a un massimo di due ore circa. Un altro disturbo che compare nei bambini allergici è la dermatite atopica (che si manifesta in chiazze rosse dall’aspetto squamoso, prima sul viso e poi su tutto il corpo), particolarmente diffusa durante i primi 12 mesi di vita: in presenza di un’allergia, l’eczema peggiora. Le allergie sono più frequenti nei primi 3 anni di vita, ma possono manifestarsi a qualsiasi età.

Le allergie alimentari non devono essere confuse con le intolleranze alimentari: in questi casi, il sistema immunitario non viene coinvolto, piuttosto si assiste a una reazione tossica dell’organismo che non riesce a digerire un alimento che è stato assunto in misura abbondante.

Come riconoscere le allergie nei bambini

È necessario portare il bambino in ospedale, dove, a seguito a una visita medica accurata, si procederà con alcuni test.

Il principale è il prick test: una goccia dell’alimento che si ritiene alla base dell’allergia viene applicata sull’avambraccio del bambino, poi viene punta con una lancetta e si osserva la reazione locale.

Un altro esame per capire se si tratta di allergia è il test in vitro o il RAST test, che ricerca nel siero gli anticorpi IgE specifici per gli allergeni che si sospettano come causa dei sintomi allergici. L’esame viene effettuato attraverso prelievi di sangue.

Entrambi i test - è bene sottolinearlo, perché spesso è motivo di fraintendimento - hanno solo un valore orientativo che, associato a una visita approfondita sul bambino, possono far sospettare la presenza di un’allergia: è infatti capitato che il prick test o il RAST dessero risultati positivi per bambini che invece non avevano alcuna allergia alimentare!

La prova regina per dimostrare che uno specifico alimento è la causa dei sintomi è la sua esclusione dalla dieta.

Si esclude un cibo dalla dieta del bambino per un massimo di 2-3 settimane. Al termine di questo periodo, se i sintomi sono ancora presenti, vuol dire che l’alimento “escluso” non è la causa delle allergie, e quindi bisognerà procedere con una nuova dieta; se invece i sintomi sono diminuiti o scomparsi, vuol dire che probabilmente l’alimento escluso è il responsabile dell’allergia.

Attenzione, però: per esserne sicuri al 100% bisogna effettuare un “test di provocazione orale”, ovvero introdurre nuovamente l’alimento nella dieta del bambino, sotto controllo medico e in un ambiente ospedaliero adeguato: se i sintomi ricompaiono, non ci sono più dubbi.

La cura

Una volta stabilita con esattezza la causa dell’allergia, l’unico modo per evitare che ricompaia è escludere l’alimento “incriminato” dalla dieta del bambino, almeno fino ai 5-6 anni.

Dopo questo periodo, l’80% dei bambini che era allergico a frumento, uova, latte (le allergie più frequenti in età infantile) diventa tollerante, quindi guarisce dall’allergia. Il motivo di questo cambiamento? Il sistema immunitario, che non è stato stimolato per molto tempo dall’allergene, si “dimentica” di quello specifico alimento e non lo attacca più.

Se il bambino, invece, è allergico ad altri alimenti, come frutta secca e pesce, probabilmente rimarrà allergico per tutta la vita: in questi casi, le probabilità di sviluppare tolleranza sono solo del 20%.

Non sempre è facile riconoscere le allergie nei bambini: ai primi sintomi, è consigliabile affidarsi alle cure di un esperto.


 

Alimentazione Miniland