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Le tappe fondamentali per iniziare a camminare

Tutto quello che devi sapere sui primi passi di tuo figlio.

Scritto da Miniland

aprile 19, 2017

Tempo di lettura: 3 minuti

Gambe più robuste, senso dell’equilibrio più sviluppato, maggiore consapevolezza del proprio corpo: è ora di iniziare a camminare!

 

  • I genitori attendono con impazienza il momento in cui il proprio piccolo comincerà a muovere i primi passi.


 

Una precisazione è doverosa: non tutti i bambini iniziano a camminare alla stessa età. Ognuno segue i propri ritmi naturali, secondo un processo graduale che incomincia quando il piccolo ha più o meno 5 mesi: un cammino che lo porterà a reggersi sulle sue gambe e a muovere i suoi primi passi in autonomia.

Di seguito ti descriviamo le tappe principali di questo percorso, fornendoti il periodo di tempo indicativo in cui dovrebbero verificarsi.  

Le tappe fondamentali per iniziare a camminare

Le tappe per iniziare a camminare

Il controllo della testa

Intorno ai 5 - 6 mesi di vita il piccolo dovrebbe cominciare a controllare abbastanza bene la testa: mantenendola dritta quando lo si tiene in braccio, senza farla ciondolare.

Inoltre, dovrebbe essere in grado di ruotarla verso la fonte di un suono o di un rumore e piegarla verso il basso quando cade un oggetto.

 

Seduto da solo

Arrivato ai 6 mesi, il piccolo è in grado di stare seduto per alcuni secondi di seguito, senza appoggiarsi.

 

Sempre più sicurezza da seduti

Intorno ai 9 mesi, la posizione seduta dovrebbe essere mantenuta per vario tempo, in maniera consecutiva, senza barcollare.

 

Si incomincia a gattonare

Arrivato ai 9 - 10 mesi, il bimbo inizia a muoversi carponi.

Il gattonamento è una tappa importante dello sviluppo, nella quale il bambino acquisisce  consapevolezza riguardo a distanze e profondità e diventa più agile e sicuro di sé.

Non è una fase obbligatoria: a volte il piccolo passa direttamente alla posizione eretta, oppure sostituisce il gattonamento con altre tipologie di movimenti come lo strisciamento.

Il bambino che inizia a camminare dopo aver gattonato ha una camminata più sicura, cade di meno e sa riconoscere meglio i pericoli.

 

Finalmente in piedi

È all’undicesimo mese che il piccolo comincia finalmente ad alzarsi in piedi.

Dopo di che, comincia a camminare appoggiandosi alle sbarre del lettino, ai mobili, al divano.

 

Si comincia a fare sul serio!

Di solito il bambino inizia a camminare tra i 12 e i 13 mesi.

Se capita un po’ più tardi rispetto a questa data non c’è bisogno di preoccuparsi: solo dopo il ventesimo mese è opportuno consultare il pediatra.

 

Consigli per i genitori

Il bambino non deve essere forzato a camminare: non bisogna fare pressioni sul bambino e costringerlo a fare movimenti che non gli vengono spontanei: senza fretta, quando sarà il momento giusto, sarà lui a fare i primi passi… e da lì in poi non lo fermerà più nessuno!

Questo vuol dire che mamma e papà devono solo restare a guardare? Assolutamente no! Possono incoraggiare e stimolare il bambino a iniziare a camminare facendo leva sulla sua innata curiosità. Basta mettere il suo giocattolo preferito a poca distanza da lui: farà di tutto per tentare di afferrarlo!

Proprio per questo è importante non porre limiti alla spinta esplorativa del proprio bimbo. In questa fase accertati di rendere la tua casa “a prova di bambino”: paraspigoli, tappetini antiscivolo, oggetti pericolosi sotto chiave e copriprese ti faranno stare tranquilla mentre il piccolo gironzola per la casa, imparando a migliorare il coordinamento, la forza di gambe e braccia e l’equilibrio.

 

Girello sì o girello no? Secondo molti esperti, il girello sarebbe da evitare: non consentirebbe al bambino di allenare adeguatamente la muscolatura e il senso dell’equilibrio.

Piuttosto, meglio optare per un deambulatore a rotelle (magari con una forma simpatica, come quella di una macchinina!)

 

Congratulati con lui per i suoi sforzi: tutti i bambini desiderano ricevere l’approvazione dei genitori. Applausi e gridolini di incitamento saranno uno sprone importante per il tuo piccolo, che si sentirà più sicuro delle sue capacità e più motivato a compiere ulteriori progressi.

 

Meglio un dito che una mano! Per aiutare il piccolo a sostenersi è sufficiente offrirgli un dito, in modo che possa impugnarlo con la sua manina.

Meglio non prenderlo per mano, per evitare strattonamenti e, soprattutto, per fargli sviluppare un maggiore senso di autonomia.

 

A piedi nudi: per i primi passi in casa va benissimo lasciare il piccolo a piedi nudi, al massimo con calze antiscivolo: si sentirà più libero e sicuro, senza contare il fatto che riuscirà a rafforzare la massa muscolare di piedi e caviglie, a sviluppare le piante dei piedi e a migliore equilibrio e coordinazione con più rapidità.

Inoltre, approfitta dell’arrivo della primavera per portare il tuo bimbo all’aria aperta, magari in un bel prato, e lasciarlo fare delle “prove tecniche di camminata” senza le scarpine: il piede nudo, quando interagisce direttamente con terreni come la sabbia o l’erba (che sono cedevoli e presentano asperità), si sviluppa meglio, e tutti i muscoli preposti per la deambulazione vengono rafforzati. Una bella giornata a contatto con la natura farà bene a tutta la famiglia!


Alimentazione Miniland