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Per un bambino, giocare è la cosa più bella del mondo. E se c’è anche il papà, ancora meglio! Ecco quali sono i migliori giochi per i padri e i loro figli.

  • Non c’è nulla di più serio del gioco. Perché, per un bambino, il gioco è una componente fondamentale di sviluppo e di crescita. Serve a capire il funzionamento degli oggetti, a conoscere il mondo, a interagire con esso.


Imparare giocando, quindi. Ed è importante che il padre prenda parte a questo processo. Giocare con il proprio figlio è il modo migliore per conoscerlo e capire, in base al suo atteggiamento, alle scelte che fa e al modo in cui interagisce con persone e cose, qual è la sua natura più autentica e spontanea.

Senza contare il fatto che il gioco è un momento importante per stare vicino al piccolo e per rafforzare il rapporto tra padre e bambino, meno “immediato”, forse, di quello che il bambino ha con la madre, ma ugualmente potente. E il gioco è un ottimo modo per creare una situazione di intimità con il proprio figlio e far crescere questo legame. Nel contesto ludico, il ruolo del padre deve essere non tanto quello dell’insegnante, quanto quello del “facilitatore”, soprattutto nei giochi che prevedono l’utilizzo di oggetti: bisogna evitare di mettere il materiale in mano direttamente al bambino, ma lasciarglielo a sua disposizione.

Ma quali sono i migliori giochi per bambini da fare con il papà? Ecco le nostre proposte.

Padre e figlio: i migliori giochi da fare insieme

 

Le attività che fanno bene al rapporto tra padre e figlio

 

Bicicletta

Una passeggiata in bicicletta è un modo bellissimo con cui papà e bambino possono stare insieme ed entrare in sintonia. Seggiolino e caschetto di protezione, e via: una bella pedalata per le vie della città o lungo stradine di campagna.

È un’occasione preziosa per stare insieme, da soli. Il papà potrà parlare al bambino, mostrargli le case, gli alberi, le persone che si incontreranno per strada. E fare una pausa per rifocillarsi, magari con un bel picnic sull’erba. Per rendere questa attività ancora più avvincente, la si può proporre come se fosse un’avventura: raccogliendo per strada foglie, sassolini e rametti, che possono poi essere utilizzati per fare dei lavoretti a casa.

 

Costruzioni

Un’altra bella attività possono essere le costruzioni. Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: dal Lego ai mattoncini di legno, fino ad arrivare alle costruzioni di plastica.

Le costruzioni sono un gioco di fantasia, manualità, precisione e pazienza. I papà rimarranno stupiti della forza creativa dei propri figli. E vederli costruire piccoli mondi è un modo bellissimo per conoscerli meglio.

 

Il cestino dei tesori

Si tratta di uno dei giochi Montessori più diffusi, da far fare ai bambini più piccoli. In un cesto di vimini, bisogna riporre oggetti di uso quotidiano con forme, pesi, colori e materiali diversi. In che cosa consiste il gioco? Semplice: lasciare che il bambino scopra questi oggetti in totale autonomia. Con le mani, con gli occhi, con la bocca: in tutti i modi con cui un bambino può scoprire la realtà che lo circonda.

Quando il bambino crescerà, intorno ai 2 anni, si può proporre una versione più orientata a sviluppare il tatto. Nel cestino dovranno essere riposti oggetti con tessuti diversi. Il bambino potrà estrarli e sarà invitato a mettere da una parte quelli ruvidi, dall’altra quelli lisci, aiutato dal papà e dicendo di volta in volta “ruvido” o “morbido”. Il papà, poi, potrà rimescolare tutti gli oggetti nel cestino, lasciando che il bambino li ripeschi e provi a suddividere nuovamente gli oggetti nelle due categorie.

 

Ottenere il massimo da ogni momento

Quello tra padre e figlio è un legame che può essere alimentato sempre. Anche quando il papà è lontano. Ciò è possibile grazie alla tecnologia: app che permettono di vedere il bambino quando si trova in un luogo diverso e interagire con lui, dispositivi che riproducono la voce del padre… Sono tutti modi con cui il papà può essere sempre presente. E continuare il “gioco” anche a distanza.



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