<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=626963990746485&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Home Condividi

Svezzamento: tutto quello che c’è da sapere

Ecco alcuni consigli per affrontare serenamente il grande passo.

Scritto da Miniland

ottobre 17, 2016

Tempo di lettura: 8 minuti

Le sfide che una mamma affronta a partire dal primo mese di gravidanza sono tante, e lo svezzamento è una di queste. Ogni piccola vittoria, però, può regalare emozioni uniche. Per raggiungere il risultato non bisogna avere fretta: il piccolo, come la mamma, ha bisogno di tempo per abituarsi gradualmente a questo cambiamento.

L'’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sostiene che l’introduzione dei diversi cibi debba partire dai 6 mesi di età, senza con questo eliminare il latte, che continuerà a rivestire un ruolo importante nell’alimentazione del neonato.

Ogni bambino, però, è unico: la progressiva introduzione di nuovi alimenti dovrà assecondare, in parte, le sue preferenze e le sue abitudini. Lo svezzamento rappresenta un distacco psicologico importante sia per la mamma che per il bambino, ma deve essere affrontato con naturalezza. Non esistono calcoli precisi, momenti esatti o metodi perfetti: osservare i comportamenti dei bimbi e prestare piccole accortezze possono rendere il passaggio più semplice.


Quando si può iniziare?
Salvo diverse indicazioni da parte del pediatra di riferimento, generalmente lo svezzamento si inizia a partire dal sesto mese di vita del neonato. Dal sesto mese potrebbero comparire anche i primi dentini: attenzione quindi a non confondere la tendenza del bambino a mettersi tutto in bocca con la necessità di nuovi alimenti. Il tentativo del bambino di portare alla bocca qualsiasi cosa veda coincide con una fase ben precisa della sua crescita, ovvero la fase orale, che ha inizio tra i 5 e i 6 mesi di vita e arriva fino ai 18 mesi.

L’entusiasmo alla vista di cibi diversi, lo stare seduto in autonomia, l’aprire la bocca mentre altre persone stanno mangiando, possono essere invece i segnali corretti. Pronti per partire quindi, ma senza fretta.

Con quali alimenti si deve cominciare?
Ci sono varie correnti di pensiero, ma quella tradizionale sostiene che lo svezzamento debba avvenire con la sostituzione del latte nei due pasti principali della giornata (pranzo e, dopo un mese, cena). Con la pappa si dovrà dare al neonato l’apporto di cui necessita: liquidi e solidi portatori di carboidrati, proteine, fibre, vitamine...

In che modo? Per facilitare l’impresa si inizia solitamente dando un pochino di mela o pera grattugiata nel corso del pomeriggio. Quando avrà imparato a deglutire correttamente (generalmente in tre o quattro giorni) si potrà cominciare con la pappa vera e propria. Per realizzarla basterà preparare il brodo facendo bollire, in due litri d’acqua, una patata, una carota ed una zucchina (per cominciare). Ad esso si uniranno 2 o 3 cucchiai di farina (mais e tapioca, farro, riso, semolino...), e un cucchiaio d’olio d’oliva. Dopo qualche giorno (solitamente si inseriscono alimenti nuovi ogni 5 giorni per riconoscere eventuali allergie ma anche per permettere al bimbo di abituarsi ai sapori diversi), si potrà iniziare ad arricchire la pappa con verdure passate al setaccio, poi con carne omogeneizzata o liofilizzata (coniglio, agnello, tacchino), formaggio (grana stagionato 20 mesi, robiola, caprino) e infine con il pesce (trota, nasello, merluzzo, sempre omogeneizzato o liofilizzato).  

Regola ferrea? Niente sale, niente zucchero!

Priorità di alimenti? Quelli semplici e non allergenici. Ogni pediatra ha le sue indicazioni, ma tendenzialmente si evitano pomodori e spinaci, per esempio, per allergie e nitrati. I legumi vengono dati dal 10° mese, ovvero quanto lo stomaco sarà in grado di gestirli più facilmente. Come per ogni cosa, il buon senso dei genitori e i consigli dei pediatri permettono di affrontare sempre tutto al meglio!

Svezzamento: cosa c'è da sapere


Come si calcolano le dosi?

Per evitare di commettere un errore di quantità basta tenere a mente che lo stomaco di un neonato è grande quanto il pugno di una mano adulta: di conseguenza, un suo pasto non potrà superare la sua grandezza. Soprattutto, non servirà allarmarsi se il piccolo mangerà di meno: fa parte del processo di adattamento ai nuovi sapori. I bambini sono in grado di regolarsi autonomamente e, dal momento che i pasti dovrebbero rappresentare un momento di piacere, forzarli a svuotare il piatto risulterebbe controproducente per entrambe le parti.

Nei primi giorni, potrà capitare che il bimbo non finisca la pappa. Panico? No: se avrà fame, semplicemente prenderà più latte nel pasto successivo!

E se il bambino non vuole mangiare?

Non bisogna preoccuparsi. È questione di abitudine: il movimento che il bambino dovrà compiere con la lingua per mangiare sostanze solide è esattamente l’opposto di quello compiuto per succhiare il latte. In ogni caso, in poco tempo, riuscirà a prendere familiarità con i nuovi alimenti. Non bisogna dimenticare che il distacco è avvenuto in maniera repentina soprattutto per lui quindi, se rifiuterà il cibo, si tratterà solo di una fase normale del cambiamento che dovrà essere accompagnata da tutta la dolcezza e serenità dei genitori.

Qualche trucco forse potrà tornare utile:
- variare i sapori per sviluppare la capacità di adattarsi ai diversi gusti;
- alternare consistenze diverse: prima più liquida, poi più solida, giocando con le proporzioni diverse tra brodo e farine;
- sperimentare diversi abbinamenti per variare il sapore (zucca e pesce, patate e carne...);
- sfruttare le varie verdure per cambiare il colore

Se il piccolo rifiuta un alimento in particolare, invece, basta provare a proporlo all’inizio del pasto, quando ha più appetito: la fame incrementa la possibilità di apprezzare i sapori.

Per finire, ecco qualche ultimo accorgimento:

  • il cibo non deve mai essere visto come una ricompensa: diventerebbe la causa di un malsano rapporto con l’alimentazione
  • per i neonati, il mangiare deve essere un’esperienza da vivere a 360 gradi, con tutti i sensi: dal gusto, all’olfatto, al tatto.

Per preparare una pappa con la giusta consistenza è utile affidarsi a robot da cucina, come Chefy 5 di Miniland: grazie alle diverse velocità di macinazione gli alimenti vengono tritati con maggiore o minore intensità, in modo da adattarsi alle diverse fasi di crescita del bambino. Scarica il catalogo per conoscere gli altri prodotti dedicati all’alimentazione del bambino.

Alimentazione Miniland